Tesi di Laurea di Martina Simona Gorla

Tesi di Laurea di Martina Simona Gorla (pdf)

Università degli Studi di Milano
Facoltà di Scienze Agrarie e Alimentari

Corso di laurea in Agrotecnologie per l’Ambiente e il Territorio
 
Relatore: Prof. Marcello Iriti
Correlatore: Dott. Paolo Lassini
 
ANALISI DELLA BIODIVERSITÀ MACROMICOLOGICA DEL BOSCO DELLE QUERCE DI SEVESO (MB), UN’AREA UNICA DI RECUPERO AMBIENTALE
 
INTRODUZIONE
 
1.  L’area del Bosco delle Querce
1.1 L’ambiente naturale
Dal punto di vista geomorfologico, il Bosco delle Querce è collocato nell’alta pianura alluvionale, a circa 210 metri sul livello del mare, presso il margine tra l’area collinosa degli archi morenici a nord e le spianate terrazzate dei depositi fluvio-glaciali, dovuti allo smantellamento erosivo degli accumuli morenici, a sud. Il sottosuolo dei depositi fluvio-glaciali è permeabile, con una composizione prevalentemente ghiaio-sabbiosa, povera di materiali fini limo-argillosi. A 30-50 m di profondità c’è uno strato di argilla su cui scorre la falda freatica. Se consideriamo l’idrografia superficiale, la zona ad ovest del Bosco è nettamente più ricca di corsi d’acqua: numerosi torrentelli scendono dall’altopiano delle Groane per entrare nel torrente Seveso. Ma il corso d’acqua di maggior interesse è il Torrente Certesa o Terrò, in quanto lambisce per un lungo tratto il perimetro del Bosco.
Il clima del Bosco può essere considerato di tipo moderato-continentale, con inverni rigidi ed estati calde, ma escursioni termiche che raramente superano i 20°C, ventosità limitata, umidità elevata, nebbie autunnali ed invernali, piovosità concentrata in primavera ed autunno.
La vegetazione naturale un tempo presente nella zona può essere individuata nell’ambito delle latifoglie mesofile e in particolare del Querco-Betuletum insubricum, Querco-Carpinetum e del Querco-Ostrietum. Le specie arboree ed arbustive maggiormente presenti nei boschi residui limitrofi sono costituite da farnia o rovere, pino silvestre, betulla, carpino bianco, ontano nero, salice, corniolo, rovo, biancospino, nocciolo, sambuco. Tra la flora erbacea peculiare, importanti sono l’erica o brugo e la molinia (Di Fidio, 2000).
1.2 L’ambiente creato dall’uomo
Il paese del Bosco delle Querce è tra quelli più radicalmente trasformati dall’uomo: ci troviamo infatti nel cuore della più grande area metropolitana d’Italia. Il Bosco si trova pressappoco a metà dell’antica strada statale dei Giovi o Comasina, che collega la città di Milano, centro di confluenza del traffico proveniente da tutta Italia e dall’Europa orientale ed occidentale e la città di Como, dove confluisce il traffico proveniente dall’Europa centro settentrionale.
Il Bosco è accessibile da tre ingressi: quello principale sul lato ovest da via A. Negri presso la palazzina di Servizio e quelli secondari (aperti solo la domenica) sul lato sud in via dei Vigneé presso il cimitero e sul lato est da un cavalcavia sulla super strada Milano-Meda. Il Bosco infatti sorge a cavallo dei territori dei comuni di Meda e Seveso ma interessa il primo comune per soli 7,81 ha, mentre la parte più vasta ed importante (34.95 ha) interessa il secondo. Il comune di Seveso è stato interessato da una notevole espansione urbanistica: senza il dramma della diossina, probabilmente anche tutta l’attuale area del Bosco a sud di via Vignazzola, già parzialmente intaccata nel 1976 da edifici poi demoliti, sarebbe stata destinata all’urbanizzazione. L’interruzione di questo processo può sembrare casuale, ma non per chi crede che nel mondo ogni evento ha anche un valore simbolico: forse in tal caso costituisce un segno affinché l’uomo corregga la direzione del suo sviluppo (Ramondetta, Repossi, 1998).

A.M.B.

ASSOCIAZIONE MICOLOGICA BRESADOLA
via A. Volta 46, I
38123 - Trento (TN)
C.F. 80017380223
Tel e Fax 0461.913960
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

@ Social

Segui L'Associazione Micologica Bresadola su Facebook