1999-11

Pagine di Micologia

anno 1999 n.11

 

Sommario

ATTI DEL 1° CONVEGNO INTERNAZIONALE DI MICOTOSSICOLOGIA

AVVELENAMENTI O DANNI IGIENICO-SANITARI PROVOCATI DA FUNGHI SUPERIORI: AGGIORNAMENTI SULLA SINTOMATOLOGIA E CONFRONTO DI ESPERIENZE


con il patrocinio della Regione Calabria - Comune di Roccella Jonica - Ministero della Sanità

IN QUESTO NUMERO

G. Giana: La diagnostica delle intossicazioni da funghi. Stato dell'arte, nuovi sviluppi. p. 2
P. Fontana: Spunti di diagnosi e di diagnosi differenziale clinica degli avvelenamenti da funghi. p. 3
J. Piqueras: Intoxicaciones por setas hepatotóxicas. Aspectos epidemiológicos, clínicos y de tratamiento p. 27
J.P. Rascol: Toxines des champignons supérieurs et pollution. Synthèse générale des principales connaissances p. 33
F. Assisi: Intossicazione da amatossine: diagnosi e terapia secondo l'esperienza del Centro Antiveleni di Milano p. 61
P. Follesa, T. Resegalli & F. Cigada: L'esperienza quinquennale del Laboratorio Micologico di secondo livello del P.M.I.P. di Milano in casi di intossicazioni da funghi "1993 - 1997" p. 63
L. Giacomoni: Une conception moderne en mycotoxicologie. Les Champignons à "toxicité variable" p. 83
A. Valli, E. Brunelli & A. Fondriest: Avvelenamento da funghi del genere Cortinarius. Sindrome orellanica: luci ed ombre p. 87
V. Pelizzari & M. Moser: Non-protein Amino-acids as toxic principle in species of Amanita p. 99
F. Bellù: Compendio dati sul monitoraggio della radioattività nei macromiceti della Provincia Autonoma di Bolzano p. 105
I. & F. Zaffino: La legislazione italiana in materia di raccolta e commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati p. 121
L. Cocchi & L. Vescovi: Aspetti igienico-sanitari in riferimento al contenuto di elementi chimici radioisotopi nei funghi p. 132
G. Mattioli: Avvelenamenti da funghi: prevenzione p. 139.


LA DIAGNOSTICA DELLE INTOSSICAZIONI DA FUNGHI. STATO DELL'ARTE, NUOVI SVILUPPI.
GIANNI GIANA


I dati sinora disponibili in relazione alle intossicazioni da funghi sono frammentari ed incompleti. Si può affermare che, come è da attendersi, l'incidenza delle intossicazioni è strettamente correlata con l'andamento stagionale dei funghi, come pure è legata alla produttività dei carpofori. In regione Lombardia i dati disponibili testimoniano un importante impegno delle strutture sanitarie, nel 1995 vi sono state oltre 300 chiamate al CAV di Milano da parte di strutture sanitarie lombarde.
L'efficacia terapeutica delle intossicazioni più gravi, in particolare quelle da amatossine, è strettamente legata alla tempestività dell'intervento medico come nel caso di intossicazioni da amatossine dove è fondamentale la diagnosi di sospetto e il rapido approccio terapeutico con diuresi forzata.
Nei casi non gravi di intossicazioni da funghi, che normalmente corrispondono a quelle con incubazione breve, è difficile individuare la specie fungina coinvolta oppure differenziare il quadro clinico dalle intolleranze alimentari o dalle tossinfezioni alimentari.
Il protocollo diagnostico-terapeutico attivato in regione Lombardia, ha consentito di uniformare l'approccio ai soggetti con intossicazione da funghi. Se da una parte ci si augura che tutti i medici operanti in strutture sanitarie pubbliche o private attuino tale protocollo, d'altra parte si sente la necessità di una revisione dello stesso per adeguarlo alle più recenti conoscenze.

A tal riguardo vanno considerati i seguenti punti:

a) La diagnosi differenziale.

Le intossicazioni da funghi vengono inquadrate tra le gastroenteriti da sostanze esogene e devono essere distinte da forme di intolleranza alimentare e dalle tossinfezioni alimentari.

b) Le diverse competenze.

All'esordio la diagnosi è soltanto clinica. Solo il dosaggio dell'alfa-amanitina superiore a 10 ng/mL è in grado di discernere con sicurezza una intossicazione da amatossine ma allo stato attuale sono troppo pochi i casi che rientrano in tale situazione.

c) L'efficacia degli strumenti diagnostici.

Vi è la competenza del micologo che permette la diagnosi presuntiva della specie fungina coinvolta, e quella del medico che, considerando la clinica, definisce il quadro nosologico. Il laboratorio, salvo che per il dosaggio dell'amanitina, non è in grado di permettere una diagnosi esatta, anche se fornisce informazioni sulla funzionalità dei diversi organi.

d) Le nuove possibilità diagnostiche.

Il riscontro nei soggetti intossicati di orellanina è solo allo stato sperimentale, come pure l'isolamento in alcune specie fungine di sostanze dimostrate essere tossiche in animali da esperimento. La messa a punto di metodi sufficientemente rapidi e approntabili in tutti o nei principali laboratori clinici potrebbe consentire di ottenere metodi rapidi ed efficienti. In tal caso si dovrà tener conto anche del costo/beneficio di tale impostazione.

SPUNTI DI DIAGNOSI E DI DIAGNOSI DIFFERENZIALE
CLINICA DEGLI AVVELENAMENTI DA FUNGHI.
PAOLO FONTANA

Riassunto
Nell'ambito del possibile danno connesso con l'alimentarsi quello da funghi è tra i più gravi ed è prevenibile o comunque arginabile se la diagnosi è il più precoce possibile. Tra gli avvelenati da funghi, il minor numero di pazienti presenta una sindrome patognomonica a latenza inferiore a 6 ore ed a prognosi fausta. La grande maggioranza dei pazienti invece accusa unicamente sintomi gastrointestinali a latenza inferiore a 16 ore e senza febbre, e questo quadro è condiviso dalla maggioranza di chi presenta le ben più frequenti intossicazioni alimentari di altra eziologia; la diagnosi differenziale clinica fra questi due gruppi talvolta è possibile per criteri epidemiologici, ma più spesso non è possibile (e questo vale anche quando i sintomi gastrointestinali si presentano dopo le 16 ore dal pasto). La presenza di lombalgia e/o poliuria-oligoanuria deve far sospettare il danno renale.

INTOXICACIONES POR SETAS HEPATOTÓXICAS. ASPECTOS EPIDEMIOLÓGICOS, CLÍNICOS Y DE TRATAMIENTO.
JOSEP PIQUERAS


La intoxicación por Amanita phalloides (v. pag, 134) y otras setas de los géneros Galerina y Lepiota de idéntica toxicidad (como L. brunneoincarnata, v. pag., 134) es potenciálmente mortal, ya que en los casos más graves se produce una lesión irreversible del parénquima hepático. Desde 1982 hasta 1987 hemos estudiado 166 pacientes intoxicados por este tipo de setas: Amanita en 107, Lepiota en 34 y Galerina en 2. No se identificó en el resto. El tratamiento de una intoxicación capaz de producir una lesión irreversible de un órgano vital debe incluir tres tipos de medidas: 1) Un adecuado tratamiento sintomático y de soporte, 2) Medidas para la eliminación de las toxinas (y que impidan una ulterior absorción de las mismas), y 3) El empleo de antídotos, en el caso de que existan. En realidad, en la intoxicación por setas hepatotóxicas, las medidas de tratamiento protocolizadas que actualmente se utilizan en la mayoría de los hospitales de Europa, encaminadas a cubrir cada uno de los tres objetivos terapéuticos, actúan indirecta y globalmente sobre los otros dos.


TOXINES DES CHAMPIGNONS SUPÉRIEURS ET POLLUTION SYNTHÈSE GÉNÉRALE DES PRINCIPALES CONNAISSANCES
JEAN-PIERRE RASCOL


INTRODUCTION

Au cours de l'histoire humaine, les rapports entre l'homme et le champignon ont toujours été étranges.Semblant venir du néant, leur origine mystérieuse parue pendant longtemps surnaturelle. Ils étaient qualifiés de " ferments maléfiques de la terre. Indices de mort et de putréfaction de la matière"
Nous ne retiendrons ici, tout comme les Romains, que le rapport gastronomique, illustré par une très belle mosaïque exposée au Musée du Vatican et représentant un cochon(Suillus) entouré d'Amanita caesarea. Cet attrait culinaire, partagé par de nombreux pays européens, a entraîné l'absorption d'espèces mortelles ainsi qu'un certain nombre d'autres moins dangereuses mais provoquant des symptômes parfois très graves. Sont venus s'ajouter aux toxines propres aux champignons, les produits toxiques dus à notre civilisation industrielle.
Fragiles et périssables, les champignons comestibles doivent être consommés très frais (risque de décomposition et de contamination bactérienne et fongique), après cuisson (pour éviter les problèmes dus aux hémolysines présentes notamment chez certaines amanites et dans de nombreux ascomycètes), et en quantité raisonnable: présence de substances irritantes pour le tube digestif comme le thréalose, l'arabitol, le mannitol.
De façon à respecter la hiérarchie toxique dans le temps d'apparition des premiers malaises (hiérarchie utilisée par le corps médical dans un but pratique),nous présenterons les toxines responsables des Syndromes précoces à courte durée d'incubation(pronostic favorable en général, malgré une symptomatologie parfois spectaculaire) puis les Syndromes tardifs à longue durée d'incubation, les plus dangereux (pronostic aléatoire, les toxines ayant fait leur oeuvre de destruction le plus sournoisement du monde). En fait, tout n'est pas si simple, comme nous le verrons au cours de cet exposé. Nous manquons encore de nombreuses données fiables.

INTOSSICAZIONE DA AMATOSSINE: DIAGNOSI E TERAPIA SECONDO L'ESPERIENZA DEL CENTRO ANTIVELENI DI MILANO
FRANCESCA ASSISI

Solo una piccola parte delle numerosissime specie fungine è tossica, pur tuttavia ogni anno si rilevano in Italia numerosi casi di intossicazioni, anche mortali; ciò è dovuto principalmente alla completa superficialità del cercatore di funghi dilettante che raccoglie, e purtroppo consuma senza un serio controllo micologico, tutto ciò che gli sembra commestibile, senza rendersi conto del reale pericolo a cui va incontro.
Nonostante le numerose iniziative promosse dal Centro Antiveleni di Milano in collaborazione con il Presidio Multizonale di Igiene e Profilassi (P.M.I.P.) e la Regione Lombardia, il numero delle intossicazioni sembra essere correlato più alla maggiore o minore disponibilità di funghi, secondario alle condizioni atmosferiche, più che ad una reale presa di coscienza del problema da parte dell'utente.
Il CAV di Milano funge da centro di riferimento nazionale e, per quanto riguarda l'intossicazione da funghi, ogni anno nella stagione autunnale pervengono circa 700-800 richieste di consulenze telefoniche, riguardanti per la maggior parte casi multipli.
La sintomatologia gastroenterica, nausea e ripetuti episodi di vomito e diarrea, compare con latenze intorno alle 2-3 ore, per funghi con modesta tossicità d'organo e quasi nulla mortalità; ben diversa è l'intossicazione da funghi che può manifestarsi con una sindrome tardiva superiore alle 6 ore ( 8-12), perché provoca una più alta incidenza di morbilità e mortalità.
I sintomi inizialmente possono mimare una gastroenterite di tipo influenzale, così che il paziente e lo stesso medico curante sottovalutano il rischio, e si ricorre all'ospedalizzazione ed alla cura tardivamente, compromettendo a volte in maniera irreparabile lo stato di salute.
Fra le sindromi a lunga incubazione si distinguono la sindrome falloidea (da Amanita phalloides, A. verna, A. virosa, Galerina autumnalis), la sindrome parafalloidea (da Lepiota helveola, L. brunneoincarnata, Entoloma lividum), sindrome gyromitriana (da Gyromitra esculenta) e la sindrome orellanica (da Cortinarius).
La più frequente è, di solito, l'intossicazione da amanita phalloides, la cui tossicità è legata alla presenza di amatossine che hanno come organo bersaglio il fegato; l'azione tossica si esplica con il blocco della sintesi delle proteine per inibizione del RNA polimerasi II e conseguente morte cellulare.
È sufficiente anche un solo cappello, pari a circa 20 gr, a determinare gravi intossicazioni che, inizialmente, sono caratterizzate da frequenti episodi di vomito, diarrea e dolori addominali con conseguente rapida comparsa di gravi stati di disidratazione e squilibri elettrolitici.
L'interessamento epatico, che si configura come una vera e propria epatite acuta, insorge dopo 24-48 ore dall'ingestione e, nei casi più gravi, può evolvere verso una gravissima insufficienza funzionale di tale organo, incompatibile con la vita.
Il danno renale è di solito secondario alla grave disidratazione, dovuta ai numerosi episodi di vomito e diarrea e non per un'azione diretta delle tossine sul rene.
I casi letali di intossicazione da amanita phalloides, che nella casistica del CAV di Milano sono intorno al 7%, sono da attibuirsi ad un insufficiente o tardivo trattamento per il ripristino della volemia e degli squilibri metabolici determinati dalla fase gastroenterica.
Tutte le gastroenteriti che compaiono dopo ingestione di funghi non controllati, con una latenza superiore alle 6 ore, devono essere trattate il più precocemente possibile con la decontaminazione (lavanda gastrica, carbone a dosi ripetute e purgante salino) e con un'infusione di liquidi, pari a circa 1 litro ogni 10 Kg di peso corporeo, per garantire un'adeguata volemia, soprattutto a livello splancnico, in considerazione del fatto che il trattamento è tanto più efficace quanto più è precoce.
È opportuno cercare sempre residui dei funghi consumati, cotti o crudi, e inviare ai micologi anche campioni di aspirato gastrico, per avere la conferma sulla specie fungina responsabile dell'intossicazione .
Un campione di urine, prelevato prima dell'inizio dell'iperidratazione, consente di dosare l'amanitina urinaria, ad ulteriore conferma del dubbio diagnostico.
Il Centro Antiveleni di Milano nel corso degli anni ha messo a punto un protocollo terapeutico che, se applicato correttamente ed il più presto possibile, permette di risolvere la maggior parte di queste intossicazioni.
Durante questa stagione il CAV di Milano ha ricevuto, da settembre a fine novembre, 837 richieste di consulenza per intossicazione da funghi, di questi pazienti 164 sono stati seguiti in follow-up per la grave manifestazione clinica, altri 15 sono stati ricoverati nel nostro reparto.
L'età è compresa tra i 2 e gli 87 anni, con maggiore interessamento della fascia compresa tra i 30 ed i 50 anni, con nessuna significativa differenza di sesso.
Il laboratorio di tossicologia clinica ha eseguito, nello stesso periodo, 160 dosaggi di amanitina urinaria, su campioni provenienti da vari centri, sia della Lombardia che di altre regioni dell'Italia settentrionale e centrale; tale esame è risultato positivo in 69 casi.
È stato eseguito esame micologico in 93 casi.
Malgrado la progressiva riduzione dei tassi di mortalità registrata negli ultimi 20 anni, la percentuale dei decessi per intossicazione da amatossine è comunque rilevante, ciò giustifica la continua ricerca di una terapia antidotica realmente efficace; al momento attuale non è disponibile alcun antidoto di cui sia stata dimostrata l'efficacia con studi controllati.
Per quanto riguarda l'esperienza del CAV di Milano, al momento non si consiglia alcuno schema terapeutico ad azione antidotica fra quelli riportati in letteratura, ma l'inizio precoce di un'adeguata idratazione è indispensabile per la guarigione del paziente intossicato da amatossine.



L'ESPERIENZA QUINQUENNALE DEL LABORATORIO MICOLOGICO DI SECONDO LIVELLO DEL P.M.I.P. DI MILANO IN CASI DI INTOSSICAZIONI DA FUNGHI "1993 - 1997"

PRESIDIO MULTIZONALE DI IGIENE E PREVENZIONE - A.S.L. CITTÀ DI MILANO UNITÀ DI RIFERIMENTO REGIONALE PER LA MICOLOGIA
PAOLA FOLLESA - TERESA RESEGALLI & FERNANDA CIGADA

RIASSUNTO
Vengono presentati i dati relativi a cinque anni di collaborazione con il Centro Antiveleni (C.A.V.) di Milano e con altri Ospedali della Regione Lombardia e di altre Regioni d'Italia, nei casi di intossicazioni da funghi. Si riportano il numero di persone coinvolte, le fasce di età dei pazienti, le specie fungine responsabili, le ore di latenza, la tipologia dei campioni esaminati, i metodi e le procedure di analisi utilizzate.
Dall'esame dei dati deriva un particolare quesito: "i funghi dichiarati commestibili ed ammessi a vendita sono veramente tutti innocui?"
Vengono presentati ed analizzati alcuni casi.

SUMMARY
The experience of the 2nd level Mycologic Laboratory of Public Health and Prevention District Presidium (PMIP) of Milano in cases of toadstools poisoning.
We present the information related to five years of cooperation with the Anti-poisoning Centre (CAV) of Milano and other Regional Hospitals located in Lombardy and in the rest of Italy, in cases of toadstools poisoning.
We report the number of people involved, patients by age bands, the fungin species responsible, hours of latency and the tipology of the samples examined, methods and procedures used.
Looking at these data a suspicion springs to our mind: "Mushrooms declared edible and admitted on the market, are they really safe???"
Some cases are presented.

UNE CONCEPTION MODERNE EN MYCOTOXICOLOGIE
LES CHAMPIGNONS À "TOXICITÉ VARIABLE"

LUCIEN GIACOMONI, A.E.M.B.A.*
SOCIÉTÉ MYCOLOGIQUE DE FRANCE - COMMISSION DE TOXICOLOGIE DE LA C.E.M.M.

Depuis quelques années, nous utilisons le terme approximatif et probablement impropre de champignons à toxicité variable pour désigner des espèces qui " frappent et qui s'en vont ", selon l'expression de J.M. Barnes (that hit and run) et qui n'appartiennent pas, bien entendu, aux différents groupes de champignons mortels ou vénéneux identifiés et inventoriés dans tous les ouvrages. Nous nous intéressons ici aux seuls champignons dits comestibles. Une fois éliminés les syndromes cliniques fréquents qui ne sont pas des empoisonnements (anaphylaxie, idiosyncrasie, déficit enzymatique) ou des empoisonnements qui sont dûs à la production, par la décomposition des champignons, de substances toxiques aminées (intoxication cryptomaïnique), il reste dans nos dossiers un grand nombre d'intoxications aberrantes.
……….

Abstract
Gli AA. riferiscono su 27 pazienti seguiti dal 1982 al 1997 che avevano consumato per errore dei funghi Genere Cortinarius: C. orellanus (Fr.) Fr. e C. orellanoides Hry, (sinonimi: C. speciosissimus Kühn. & Romagn.; C. brunneofulvus Fr. ss. Bres.) gli unici due funghi che in Europa contengono orellanina. Tali funghi erroneamente erano ritenuti commestibili fino al 1950. Gli AA. affermano che in tutti i casi di intossicazione da loro osservati si è trattato di una confusione tra specie di funghi relativamente simili tra loro: Chroogomphus rutilus, e/o helveticus con C. orellanoides. Recentemente tuttavia alcuni autori Austriaci hanno segnalato a seguito di alcuni casi di intossicazione, la possibilità di confusione anche tra Cantharellus cibarius e C. orellanus. L'ORELLANINA è la sostanza tossica contenuta ed isolata dai funghi C. orellanus e C. orellanoides responsabile della intossicazione che determina in Europa la "Sindrome Orellanica".
La tossina è altamente nefrotossica, resistente all'essiccamento, alla ebollizione ed ad altri agenti fisici. Dose letale per l'uomo 40-50 gr. di fungo fresco. Il suo meccanismo tossicologico è ancora controverso.
SINTOMATOLOGIA: Il periodo di latenza tra l'ingestione del fungo e la comparsa di sintomatologia, sia dalla esperienza degli AA. che dalla letteratura è estremamente variabile, da 36 ore a 14 giorni e forse più.
DIAGNOSTICA: Per determinare la tossina si possono utilizzare varie metodiche. Le più utilizzate per la determinazione quantitativa della orellanina sono: Thin Lajer Cromatography (TCL) piastre in cellulosa su strato sottile con indicatore fluorescinato, l'HPLC su colonna, Isotacoforesi (ITP). Per la determinazione qualitativa si può usare il test di Pöder al Cloruro ferrico sia sui carpofori freschi che sui funghi cotti, applicato con i suoi limiti anche sui liquidi biologici da Valli (94).
Il riconoscimento morfobotanico della specie fatto da esperti micologi e lo studio morfologico delle spore completano le ricerche che andrebbero sempre fatte in casi di avvelenamento di questo genere di fungo.
CASISTICA: Dal 1982 al 1997 sono giunti alla nostra osservazione 27 pazienti, 26 avevano assunto con certezza C. orellanoides, mentre un paziente sembra avesse assunto C. orellanus.
PROGNOSI: La prognosi anche se l'avvelenamento è stato ritenuto mortale (in era predialitica) attualmente è buona per la vita, ma non per la funzione renale. A seconda della letteratura le percentuali di insufficienza renale irreversibile variano tra il 36-46% dei casi.
TERAPIA: Dato il lungo periodo di latenza e quindi la impossibilità di trattare il paziente precocemente, a nostro avviso la terapia più efficace è quella PREVENTIVA: che si dovrebbe fare sia a livello di mass media che nelle scuole e in collaborazione con i centri di micologia. Fallita malauguratamente la prevenzione occorre uniformarsi ai criteri generali utilizzati per le intossicazioni da funghi e del trattamento delle insufficienze renali in genere anche di differenti origini.

NON-PROTEIN AMINO-ACIDS AS TOXIC PRINCIPLE IN SPECIES OF AMANITA
VERONICA PELIZZARI AND MEINHARD MOSER

Abstract
Renal poisonings after consumption of mushrooms in the Pacific states of USA and Canada attracted some attention, as they were associated with symptoms similar to the orellanine syndrome. They could be ascribed to Amanita smithiana Bas, a fungus mixed up with Tricholoma magnivelare (Peck) Redhead. This Amanita caused renal failure after gastrointestinal disturbances. In contrast to orellanine the symptoms manifest themselfes already after 4-10 hours. No lethal cases are known. Properties of the toxin and the symptoms provoked are disussed. Particularely Japanese scientists have found and described a number of nonprotein amino-acids from different Amanita species. Toxicity of some species is reported, but the information available is still insufficient today.

COMPENDIO DATI SUL MONITORAGGIO DELLA RADIOATTIVITÀ NEI MACROMICETI DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO
FRANCESCO BELLÙ

Riassunto
l'Autore riassume i dati più significativi e salienti sul monitoraggio della radioattività nei macromiceti, in corso in Provincia di Bolzano dal 1988. Vengono sottolineati e discussi in particolar modo i fenomeni di ipercaptazione attiva di Cs137 da parte di alcuni miceti. Alfine vengono tratte conclusioni sia di tipo ecologico, che protezionistico generale.

Abstract
the Autor summarizes the most important and significant data concerning the radioactivity monitoring in macromycetes carried out in the Province of Bolzano since 1988. Phenomena of active hypercaptation of Cs137 from some mycetes are especially stressed and discussed. Finally, some conclusion of either an oecological or a general protectionist kind are drawn.

LA LEGISLAZIONE ITALIANA IN MATERIA DI RACCOLTA E COMMERCIALIZZAZIONE DEI FUNGHI EPIGEI FRESCHI E CONSERVATI
ITALO ZAFFINO - FRANCESCA ZAFFINO

1 - Premessa

La raccolta e commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati è oggi disciplinata dalla legge 23 agosto 1993,n.352, come modificata ed integrata dal Decreto del Presidente della Repubblica 14 luglio 1995, n.376, e dal decreto del Ministro della Sanità 29 novembre 1996, n.686, che fissa i criteri e le modalità per il rilascio dell'attestato di micologo (TAB. 1).
Accanto a questa normativa di carattere specifico (normativa primaria) ruotano una serie di disposizioni legislative di carattere generale (normativa secondaria) che sono indirettamente coinvolte nella preparazione, lavorazione, conservazione e commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati (TAB. 2). Ci si intende riferire in particolare alla legge 30.4.1962, n. 283 (Disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande), al D.P.R. 26.3.1980, n. 327 (Regolamento di esecuzione della legge 283/62), al D.Lgs. 26.5.1997, n. 155 (Igiene dei prodotti alimentari), al D.M. 27.2.1996, n. 209 (Additivi alimentari), al Reg. (CEE/2218/89 Limiti di contenuto di radioattività), al D.Lgs. 27.1.1992, n. 109 (Etichettatura dei prodotti alimentari) ed al D.Lgs. 3.3.1993,n. 123 (Controllo ufficiale dei prodotti alimentari)………..

COMUNICAZIONI

ASPETTI IGIENICO-SANITARI IN RIFERIMENTO AL CONTENUTO DI ELEMENTI CHIMICI E RADIOISOTOPI NEI FUNGHI
LUIGI COCCHI E LUCIANO VESCOVI

RIASSUNTO
Si fa il punto della situazione alla quale è giunta la ricerca, condotta dagli autori dal 1986, sulla presenza nei funghi di elementi chimici, compresi metalli pesanti e radioisotopi, mettendo in rilievo gli aspetti igienico-sanitari della problematica. Prendendo spunto dalle alte concentrazioni di metalli pesanti presenti in funghi oggetto di largo consumo alimentare (anche se raccolti in zone non inquinate e ad alta quota) si presentano proposte affinché le Istituzioni nazionali ed europee preposte al controllo degli alimenti comincino a prendere in considerazione anche i funghi e affinché chi fa divulgazione micologica cominci ad informare, in modo equilibrato, di questi problemi la pubblica opinione.

ABSTRACT
We are presenting the situation point of the research we have been carrying out since 1986 concerning the mushrooms ability to concentrate chemical elements, including heavy metals and radioactive isotopes, putting in relief the problematic hygienic-sanitary aspects. Taking hint to very high heavy metals concentrations in mushrooms that are of wide food consumption (even if they were picked in non polluted areas and at high altitude), we are presenting proposals so that the national and European responsible of foods sanitary inspection Institutes begin to take into consideration also the mushrooms and so that whoever does mycological popularisation begin to inform, in a well balanced way, public opinion of these problems.

AVVELENAMENTI DA FUNGHI: PREVENZIONE
GIOVANNI MATTIOLI


Ritengo che trattare gli argomenti concernenti le intossicazioni da funghi porti, inevitabilmente, ad affrontare anche l'argomento prevenzione.

L'annuale ripetersi di fatti drammatici, conseguenti ai più banali e superficiali comportamenti dovuti a un'insufficiente conoscenza della materia, pone l'obbligo di prendere in seria considerazione il problema dei modi d'agire, a vari livelli, per quanto concerne la commestibilità dei funghi.
Quest'argomento è molto sentito nell'ambito della nostra Associazione e da tempo stiamo operando per giungere all'individuazione e alla composizione di un quadro operativo razionale.
L'attività formativa che abbiamo portato avanti nelle Scuole, seppure in maniera spontanea e non pianificata ma comunque efficace con i suoi oltre 10 anni d'esperienza, ci ha mostrato quanto i giovani possano essere recettivi di fronte ad argomentazioni serie ed illustrate con chiarezza.
Ancor più è emerso come il messaggio, raccolto dal giovane, venga da egli "veicolato" nell'ambito familiare, o comunque collettivo, riuscendo ad avviare un dibattito, e nella maggior parte dei casi un dialogo, anche con gli adulti che, sino ad allora, si comportavano come unici custodi di gelose "conoscenze" acquisite in maniera empirica e, purtroppo, sovente responsabili di conseguenze appunto drammatiche.
Sulla base di queste esperienze, abbiamo ora elaborato un progetto, peraltro sostenuto dalla Regione Marche che ci ha riconosciuti Centro di Educazione Ambientale (CEA), con cui stiamo entrando nel tessuto sociale tramite i giovani da una parte, e le attività obbistico-ricreative dall'altra.
Come ambito d'esperienza abbiamo scelto due realtà diverse: l'ambiente cittadino e l'ambiente "ruspante" di una località pedemontana con una florida economia agricolo-turistico-commerciale.
Seppure la realizzazione del progetto sia ancora nelle fasi iniziali, si possono già vedere significativi segnali di forte stimolo e non di semplice incoraggiamento.
Riteniamo pertanto che questo percorso sia uno dei possibili idonei per giungere a una più diffusa e migliore informazione corretta, utile a far ben comprendere l'entità dei rischi e gli opportuni comportamenti relativi, utili a prevenire quegli incresciosi "incidenti" che annualmente si ripetono con sconcertante puntualità e con pesanti costi, sia sul piano fisico che su quello economico, per la collettività.
La nostra esperienza, che verrà volentieri messa a disposizione in maniera più dettagliata per chi ne considerasse l'utilità, riteniamo che dovrebbe essere adottata su ampia scala e, con spirito collaborativo, migliorata.
Per queste finalità, offriamo la nostra più ampia disponibilità possibile e ci spingiamo sino al proporre di voler realizzare momenti di formazione organizzata e razionale per un'informazione ampia, penetrante e accettabile anche, e soprattutto, da chi in buona fede crede di sapere e rifiuta il dialogo, mentre invece è in una situazione di potenziale pericolo per se stesso e per chi vi ripone fiducia.

A.M.B.

ASSOCIAZIONE MICOLOGICA BRESADOLA
via A. Volta 46, I
38123 - Trento (TN)
C.F. 80017380223
Tel e Fax 0461.913960
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