1999-12

Pagine di Micologia

anno 1999 n.12

 

Sommario

ATTI DEL VIII SEMINARIO INTERNAZIONALE SUI FUNGHI EPIGEI SUL TEMA "RUSSULALES E BOLETALES" E SUI FUNGHI IPOGEI

tenutosi a Civago (Reggio Emilia) il 24-27 settembre 1998


ENTI ORGANIZZATORI:
· Associazione Micologica Bresadola, Gruppo Micologico e Naturalistico "Renzo Franchi" di Reggio Emilia
· Regione Emilia Romagna
· Provincia di Reggio Emilia, Assessorato alla Agricoltura
· Cassa di Risparmio di Reggio Emilia
· Comunità Montana dell'Appennino Reggiano
· Comune di Villaminozzo
· Pro-Loco di Civago
· Parco del Gigante


IN QUESTO NUMERO

Congressisti convenuti 2
Saluto ai congressisti (di Ulderico Bonazzi) 4
Programma del Convegno 5
Specie determinate nel corso dei lavori 7

M. CONTU: Boletales interessanti osservate in Sardegna 9
H. LADURNER & R. PÖDER: Sulla applicazione di tecniche utili per la caratteriz- zazione dei boleti 14
A. GMINDER: Le specie di Boleti rare o problematiche del Sud-Ovest della Germania ed alcune annotazioni sulla loro distribuzione e la loro ecologia 19
A. BINCOLETTO, A. MONTECCHI & M. SARASINI: Funghi ipogei rari del territorio reggiano-parmense 26
C. LAVORATO: Suillus nordamericani presenti in Calabria 30
F.D. CALONGE: Considerazioni in merito alla tassonomia di Gymnomyces, Martellia e Zelleromyces (Elasmomycetaceae, Russulales) 50
B. BUYCK: Il contributo della micoflora tropicale africana per una classificazione più naturale delle Russulaceae 53
G. MORENO & R. GALÁN: Rhodogaster calongei, Ruhlandiella berolinensis e Setchelliogaster. Tre rare specie europee subipogee 59
G. DONELLI: Due Russula della pianura reggiana: Russula ochrospora (Nicolaj) Quadr. e Russula insignis Quél. 70
J.M. VIDAL: Due ipogei di Carlo Vittadini erroneamente interpretati: Hymenogaster lycoperdineus e Hysterangium clathroides 76
M. FLORIANI: Alcuni Lactarius "nordici" raccolti in Trentino 83
G. REDEUILH & G. SIMONINI: Comitato per l'unificazione dei nomi dei boleti europei 95

BOLETALES INTERESSANTI OSSERVATE IN SARDEGNA
MARCO CONTU, VIA VALSESIA 7 - 07029 TEMPIO PAUSANIA, SS (I)

Riassunto
Leccinum quercinum viene segnalato per la prima volta in Sardegna ed il materiale studiato dettagliatamente descritto. Lo stato attuale delle conoscenza sulla diffusione del genere Leccinum in Sardegna è esaminato. Vengono fornite ulteriori osservazioni sulla sistematica e sulla morfologia di Boletus roseoalbidus ed una ridescrizione della specie basata su raccolte effettuate nella Sardegna settentrionale.

Abstract
Leccìnum quercinum is reported for the first time in Sardinia. Descriptions and taxonomic notes on this species are given, as well as data on the occurrence of species of Leccinum in the Isle. Further notes on the systematics and the morphology of Boletus roseoalbidus, with a description of the species based on collections coming from northern Sardinia are added.

SULLA APPLICAZIONE DI TECNICHE UTILI PER LA CARATTERIZZAZIONE DEI BOLETI
HEIDI LADURNER & REINHOLD PÖDER
INSTITUT FÜR MIKROBIOLOGIE DER LEOPOLD FRANZENS UNIVERSITÄT INNSBRUCK - TECHNIKERSTRAßE, 25 - 6020 INNSBRUCK (A)

Riassunto
Viene presentata una metodologia generale di tecniche microscopiche applicata alla sistematica dei boleti; vengono altresì citate le cause degli errori più frequenti. In relazione a ciò non si pretende completezza, ma qualche indicazione utile viene fornita al fine di evitare dei gravi errori oppure di migliorare la elaborazione di dati affidabili.

Abstract
A general approach to microscopical methods for the systematics of boletes is given and some sources of common mistakes are named. No demand of completeness is made in this relation, but some helpful advices are given in order to avoid serious faults or to improve the elaboration of reliable data sets.

LE SPECIE DI BOLETI RARE O PROBLEMATICHE DEL SUD-OVEST DELLA GERMANIA ED ALCUNE ANNOTAZIONI SULLA LORO DISTRIBUZIONE E LA LORO ECOLOGIA
(Rare or problematic Boletus species from SW Germany and some remarks on their distribution and ecology)
ANDREAS GMINDER, VOR DEM LAUCH 22 - 70567 STUTTGART (D)

(Nota: la relazione di Andreas Gminder è stata corredata dalla proiezione di una serie di numerose e bellissime diapositive, che hanno accompagnato ogni fase della esposizione. Per motivi di spazio, ne vengono pubblicate solamente cinque)

Desidero esporvi il mio lavoro in merito alle Boletales del Baden-Württemberg che sarà
completato alla fine del mese di ottobre [1998]. Questo progetto è parte di una trattazione generale della flora fungina del Baden-Württemberg, diretta da G. J. Krieglsteiner. Essa consisterà di circa 5 volumi e costituirà una parte di una serie completa di libri di questo genere. In questa serie sono già stati pubblicati 8 volumi in merito alle piante da fiore del Baden-Württemberg, come pure sono stati incominciati o quasi finiti libri relativi ai licheni, api selvatiche, farfalle, etc. Lo scopo di questi libri, che sono finanziati e distribuiti dal governo federale, è quello di fornire alle autorità demandate alla conservazione della natura, ai dilettanti interessati così come agli specialisti una visione generale generalmente comprensibile ma nondimeno scientifica in merito alla rappresentazione delle specie nel nostro territorio. Ciò significa che, a partire dagli ordini fino a livello delle specie, saranno fornite delle chiavi di determinazione e che le specie trattate saranno presentate secondo i seguenti punti:

FUNGHI IPOGEI RARI DEL TERRITORIO REGGIANO-PARMENSE
ANGELO BINCOLETTO, VIA TEVERE 19 - 20036 MEDA, MI (I)
AMER MONTECCHI, VIA CARDUCCI 16 - 42019 SCANDIANO, RE (I)
MARIO SARASINI, VIA MONCENISIO 10 - 20052 MONZA, MI (I)

La zona collinare e di media montagna che si estende ai lati del Torrente Enza, da una parte
in provincia di Reggio Emilia e dall'altra in provincia di Parma, è molto interessante per la ricerca di funghi ipogei in genere, sia per la presenza di favorevoli substrati marnosi, sia per la vegetazione boschiva con molte specie arboree adatte all'instaurarsi di simbiosi sotterranee fra l'apparato radicale della pianta e il micelio del fungo, chiamate micorrize e tipicamente necessarie alla vita della stragrande maggioranza di tali funghi.
Queste zone sono da tempo visitate in lungo e in largo da A. Montecchi, che vive ed abita a Scandiano (vedi i numerosissimi riferimenti nell'Atlante di Funghi Ipogei di MONTECCHI & LAZZARI), ma anche A. Bincoletto e M. Sarasini vi compiono periodicamente molte visite, accompagnati dall'amico Bignardi di Castelnovo ne' Monti, ottimo conoscitore della geologia e dei boschi di tale territorio.
Numerose sono le specie che si possono trovare, sia con l'aiuto di cani addestrati che "a mano", e frequenti sono le scoperte di specie rare o addirittura nuove per la scienza (vedi Tuber regianum Montecchi & Lazzari, Gigaspora lazzarii Montecchi, Ruini & Gross); in questo articolo sono presentate tre specie raccolte recentemente in questi territori.……….

SUILLUS NORDAMERICANI PRESENTI IN CALABRIA
CARMINE LAVORATO, CONTRADA CALAMIA 10 - 87069 S. DEMETRIO CORONE, CS (I)

Riassunto
L'autore passa in rassegna i Suillus esotici presenti in Calabria nei numerosi rimboschimenti di aghifoglie originarie del Nord America e informa sulle intossicazioni causate alla popolazione locale. Le simbiosi con Pseudotsuga menziesii in ordine di abbondanza sono quelle con: Suillus lakei var. pseudopictus Smith & Thiers, Suillus lakei (Murrill) Smith & Thiers e Suillus lakei var. calabrus Lavorato (in stampa). Si analizza un Suillus anellato del Pinus radiata e si conclude che questo risulta nel campo di variabilità di Suillus luteus.

Abstract
The author surveys the exotic Suillus found in Calabria in the many North-America conifer re-forestations and informs about some intoxications in the native population. Pseudotsuga menziesii symbiont fungi, in order of abundance, are: Suillus lakei var. pseudopictus Smith & Thiers, Suillus lakei (Murrill) Smith & Thiers e Suillus lakei var. calabrus Lavorato (in print). An anellate Suillus growing with Pinus radiata is studied and it is concluded that it falls into the range of variability of Suillus luteus.

CONSIDERAZIONI IN MERITO ALLA TASSONOMIA DI GYMNOMYCES, MARTELLIA E ZELLEROMYCES (ELASMOMYCETACEAE, RUSSULALES) - Comments on the taxonomy of Gymnomyces, Martellia and Zelleromyces (Elasmomycetaceae, Russulales)
FRANCISCO DIEGO CALONGE, REAL JARDIN BOTÁNICO, CSIC, PLAZA DE MURILLO, 2 - 28014 MADRID (E)

Riassunto
Nell'ambito delle Russulales gasteroidi si hanno due famiglie: Russulaceae e Elasmomycetaceae, esistendo una fondamentale differenza nel tipo di spore. Le spore di Russulaceae sono ballistosporiche e asimmetriche, mentre in Elasmomycetaceae le spore sono statismosporiche e simmetriche. La famiglia Elasmomycetaceae è facilmente separabile perché presenta un basidioma stipitato e una gleba esposta a maturazione, gli altri tre generi hanno in comune il fatto di essere sessili e con gleba non esposta a maturazione. Su questa base il problema sorge quando si tenta di differenziare i tre generi l'uno dall'altro, lavoro che è piuttosto difficile, quasi impossibile quando si lavora su materiale già secco. Pertanto la presente comunicazione tratterà di questa problematica, proponendo alcune idee che puntano a migliorare l'identificazione dei generi Gymnomyces, Martellia e Zelleromyces.

Abstract
Within the Gasteroid Russulales there are two families: Russulaceae and Elasmomycetaceae, being the basic differences in the type of spores. The spores of Russulaceae are ballistosporic and asymmetric, while in Elasmomycetaceae the spores are statismosporic and symmetric. The family Elasmomycetaceae is easily separable by having basidiomata stipitate and gleba exposed at maturity, the other three genera have in common the fact of being sessile and with gleba not exposed at maturity. At this point the problem arises when trying to differentiate the three genera one another, which is a rather difficult job, almost impossible when working with already dried specimens. Thus, the present communication will deal with this problematics, proposing some ideas looking forward the improving of identification of genera Gymnomyces, Martellia and Zelleromyces.

IL CONTRIBUTO DELLA MICOFLORA TROPICALE AFRICANA PER UNA CLASSIFICAZIONE PIÙ NATURALE DELLE RUSSULACEAE (The contribution of the tropical African mycoflora to a more natural classification of Russulaceae)
BART BUYCK, MAÎTRE DE CONFERENCES - CONSERVATEUR DE L'HERBIER MYCOLOGIQUE MUSEUM NATIONAL D'HISTOIRE NATURELLE LABORATOIRE DE CRYPTOGAMIE - 12, RUE BUFFON - 75005 PARIS (F)

1. Africa, un continente interessante per lo studio delle Russulaceae

1.1. Un isolamento biogeografico molto antico

Un aspetto molto interessante nello studio delle ectomicorrize tropicali africane è l'isolamen-
to biogeografico relativamente antico dell'attuale fascia tropicale africana, dovuto alla deriva dei continenti ed ai mutamenti climatici. Gli oceani ed i deserti che circondano questo territorio escludono efficacemente gli invasori ectotrofici. Una visione interessante sui modelli generali di distribuzione dei funghi ectotrofici è stata proposta da PIROZYNSKI (1983). La sua ipotesi è in primo luogo basata sul fatto che gli adattamenti complessi e spesso molto specializzati di comunità di piante obbligatamente ectomicorriziche impongono elevate restrizioni sulle possibili interpretazioni dei modelli di distribuzione. Questi modelli, legati agli eventi geologici ed alla testimonianza dei fossili per quanto riguarda gli alberi, suggeriscono più di una origine per la ectotrofia. Le Russulaceae potrebbero appartenere ad un gruppo di ectotrofi adattatisi alle alte temperature che hanno la loro origine nei tropici, e forse in Africa (si veda anche BUYCK, 1994a, 1995). L'elevato numero di russule con parecchi caratteri conservatisi nel tempo ("primitivi") suggerisce in effetti l'ipotesi di una origine tropicale per le Russulales (si veda BUYCK, THOEN & WATLING, 1995). L'isolamento nei confronti di invasori ectomicorrizici estranei probabilmente spiega anche la quasi totale assenza di funghi ectotrofici negli altopiani dell'Africa Orientale, allorché questa sia messa a confronto con le zone a quote più elevate dell'America tropicale, dove i funghi ectotrofici potevano migrare lungo le catene montuose orientate da nord a sud.
In Europa, la maggior parte di questa flora adattatasi alle alte temperature è stata eliminata dai recenti periodi di glaciazione nel Terziario cosicché i legami più evidenti tra le Russulaceae dei climi temperati e quelle dei climi tropicali è andata perduta eccetto che per talune specie mediterranee (come la sez. Archaeinae). Le micoflore temperate dell'Asia e dell'America (poco o nulla si sa ancora dell'Australia) possiedono molti più gruppi (per esempio la sez. Fistulosae) in comune con quelle dei tropici. Le micocenosi dell'Europa Occidentale sono relativamente povere confrontate con quelle delle altre parti del mondo. ……..

RHODOGASTER CALONGEI, RUHLANDIELLA BEROLINENSIS E SETCHELLIOGASTER RHEOPHYLLUS. TRE RARE SPECIE EUROPEE SUBIPOGEE (Rhodogaster calongei, Ruhlandiella berolinensis e Setchelliogaster rheophyllus. Tres raras especies europeas subhipogeas)
GABRIEL MORENO & RICARDO GALÁN, DEPARTAMENTO DE BIOLOGÍA VEGETAL (BOTÁNICA), UNIVERSIDAD DE ALCALÁ E 28871 ALCALÁ DE HENARES, MADRID (E).

Riassunto
Si descrivono tre specie subipogee, molto rare in Europa: Ruhlandiella berolinensis Hennings, Setchelliogaster rheophyllus (Bertault & Malençon) G. Moreno & Kreisel e Rhodogaster calongei Horak & G. Moreno. Tutte queste specie sono descritte macroscopicamente e microscopicamente, ivi comprese le fotografie al microscopio ottico e al microscopio a scansione elettronica delle caratteristiche più rilevanti. Rhodogaster calongei (Entolomatales), trovato in bosco misto e recentemente proposto come nuova specie per la scienza, rappresenta la seconda specie descritta del genere Rhodogaster la cui specie tipo è nota fino ad oggi soltanto nel continente americano (Cile); Ruhlandiella berolinensis (Pezizales) legata soprattutto ad Eucalyptus, era dapprima nota negli Stati Uniti, in Macaronesia e in Tasmania; e infine Setchelliogaster rheophyllus (Agaricales s. lato) (= "Descolea" reophylla) anch'essa legata a Eucalyptus, era stata segnalata dal Nord Africa.

Resumen
Se describen tres especies subhipogeas, seleccionadas por su rareza en el contexto de Europa: Ruhlandiella berolinensis Hennings, Setchelliogaster rheophyllus (Bertault & Malençon) G. Moreno & Kreisel y Rhodogaster calongei Horak & G. Moreno. Todas ellas se describen macro y microscópicamente, incluyendo fotos al MO y MEB de las características más sobresalientes. Rhodogaster calongei (Entolomatales), hallada en bosque mixto y recientemente propuesta como nueva especie para la ciencia, representa la segunda especie descrita del genero Rhodogaster, cuya especie tipo solo es conocida del continente americano (Chile); Ruhlandiella berolinensis (Pezizales), ligada específicamente a Eucalyptus, era antes conocida de USA, Macaronesia y Tasmania; por último, Setchelliogaster rheophyllus (Agaricales s. lato) (= "Descolea" reophylla), también ligado a Eucalyptus, era antes conocida del norte de África.

Abstract
Three subhypogeous, very rare species in Europe, are reportedfrom Spain: Ruhlandiella berolinensis Hennings, Setchelliogaster rheophyllus (Bertault & Malençon) G. Moreno & Kreisel and Rhodogaster calongei Horak & G. Moreno. We describe the above mentioned fungi macroscopically and microscopically, providing LM & SEM microphotographs of the most outstanding features. Rhodogaster calongei (Entolomatales), recorded as growing in a mixed wood and recently proposed as a new species, represents the second species described in Rhodogaster, whose type species is currently only present in America (Chile); Ruhlandiella berolinensis (Pezizales), forming mycorrhizae with Eucalyptus, was previously recorded from the USA, Macaronesia and Tasmania. Finally, Setchelliogaster rheophyllus (Agaricales s. lato) (= "Descolea" reophylla), also linked to Eucalyptus, was reported from the North Africa.

DUE RUSSULA DELLA PIANURA REGGIANA: RUSSULA OCHROSPORA (NICOLAJ) QUADR. E RUSSULA INSIGNIS QUÉL.
GIUSEPPE DONELLI, VIA TRAGNI 16 - 42043 PRATICELLO DI GATTATICO (RE)

Riassunto
Vengono descritte macroscopicamente e microscopicamente due Russula tipiche dei parchi, viali ed aiuole cittadine della pianura reggiana: Russula ochrospora e Russula insignis.

Abstract
Two Russula typically growing in parks, paths, beds in urban areas of the land close to Reggio Emilia are described in their microscopical and macroscopical features: Russula ochrospora and Russula insignis.

DUE IPOGEI DI CARLO VITTADINI ERRONEAMENTE INTERPRETATI: HYMENOGASTER LYCOPERDINEUS E HYSTERANGIUM CLATHROIDES (Dos hipogeos de Carlo Vittadini diversamente interpretados: Hymenogaster lycoperdineus e Hysterangium clathroides)
JOSEP MARIA VIDAL, MASSABALLS, 10 - 17118 SANT SADURNÍ DE L'HEURA, GIRONA (E)

Fino al 1831, quando fu pubblicata la Monographia Tuberacearum del dottore milanese Carlo
Vittadini, era nota l'esistenza di solo poche specie di funghi ipogei. E fu proprio la comparsa di quell'opera magistrale a creare le fondamenta dell'idnologia. In essa Vittadini descrisse ed illustrò in modo ammirevole 55 nuove specie di funghi ipogei (3 Hysterangium, 7 Octaviania, 8 Hymenogaster, 2 Gautieria, 3 Genea, 2 Balsamia, 13 Tuber, 2 Choiromyces, 1 Picoa e 14 Elaphomyces) e, con l'eccezione di Tuber ed Elaphomyces, anche i rimanenti 8 generi erano nuovi. L'opera venne ultimata nel 1842 con l'edizione della Monographia Lycoperdineorum, nella quale venivano descritti 5 nuovi Elaphomyces. Gli fu possibile compiere quell'opera più per le sue grandi doti di osservazione e la sua vasta conoscenza macroscopica e organolettica delle specie da lui studiate, che per la sua conoscenza a livello microscopico, che era invece molto carente, in quanto Vittadini possedeva un microscopio molto rudimentale, come si può dedurre dalle scarse e imprecise illustrazioni dei caratteri microscopici.
Viste le carenze nei caratteri microscopici, alcuni autori posteriori, come Berkeley, Bucholz, Hesse, Quélet, Soehner, Svrcek, ecc., spesso e senza effettuare un raffronto preliminare con gli originali di Vittadini, formularono delle interpretazioni diverse delle sue specie, creandone a volte delle nuove, molte delle quali inutili e facendo perdere alle specie del Vittadini il loro significato originale. Alcuni di quegli errori sono giunti fino ai nostri giorni.
In questo lavoro desidero presentare due specie del Vittadini che sono poco note e che sono state interpretate erroneamente dai micologi che gli succedettero, e delle quali ho potuto studiare il materiale originale. Un altro eminente idnologo italiano, il professor Oreste Mattirolo, già un secolo fa aveva voluto realizzare questo lavoro di revisione dei tipi di Vittadini. La sua intenzione, che aveva esposto al Congresso Botanico tenutosi a Milano nel settembre del 1906, era quella di riunire tutto il materiale originale di Vittadini e, dopo averlo studiato, pubblicare una nuova edizione della sua opera, corredata dalla microscopia aggiornata delle sue specie, dato che Vittadini, come ho già ricordato, non aveva potuto realizzarla correttamente per la mancanza di mezzi tecnici. L'anno in cui venne presentato il progetto di revisione, era già riuscito ad identificare 53 delle 67 specie studiate da Vittadini e, verso il 1928, gliene rimanevano soltanto 11 da identificare ma, sfortunatamente, non poté concludere il suo progetto.…………….

ALCUNI LACTARIUS "NORDICI" RACCOLTI IN TRENTINO
MARCO FLORIANI, VIA VIGOLANA 8 - 38057 PERGINE VALSUGANA, TN (I)

Riassunto
L'Autore descrive Lactarius leonis Kytöv., Lactarius tuomikoskii Kytöv. e Lactarius fennoscandicus Verbeken & Vesterholt, tre specie recentemente descritte, diffuse nei paesi scandinavi, e non ancora segnalate per il territorio italiano. L. fennoscandicus è probabilmente diffuso sull'arco alpino, ma viene solitamente scambiato con L. deterrimus, dal quale può essere distinto per il cappello fortemente zonato, di colore vinoso-verdastro e per le spore distintamente più piccole.

Abstract
The Author describes three species of Lactarius hitherto not reported for the Italian mycoflora. Lactarius leonis Kytöv. and Lactarius tuomikoskii Kytöv. (subsection Scrobiculati) have been confused by some Italian authors with L. citriolens Pouzar, or with other taxa of the subsection which they belong to.
The only prior record of Lactarius leonis outside Northern Europe refers to a specimen collected by Bresadola and kept in S, identified by Kytövuori himself. This species is actually common in Trentino (we have examined at least 30 collections in two years), and is probably widespread on the Alps. It may be described as a little L. scrobiculatus with paler and duller colours and a distinctly bearded margin in the young specimens. Microscopically it is easily recognized on account of the very long cystidia. It grows under spruce (Picea abies), in very varied habitats, ranging from wet, mossy coniferous forests (Vaccinio-Piceon) to dry, mixed woods with Castanea and Fagus present.
Lactarius tuomikoskii has been collected extensively in Scandinavia and has recently been reported by REIL (1996) from Germany; the Italian records represent the new Southern limit of its distribution area. The species is characterised by the medium size, a non-scrobiculate stipe and gills that are abundantly forked and transversally connected near the stipe. Microscopically the long and slender cystidia are distinctive. We have seen about 10 collections of this species from at least 5 different localities quite distant from each other; this species is surely less common than L. leonis, and seems to be restricted to the wet subalpine coniferous forests over 1200 m.
Lactarius deterrimus Gröger is compared with Lactarius fennoscandicus Verbeken & Vesterholt, a species recently described in the Nordic countries and not yet recognized in the Southern European mycoflora. This entity is probably widespread in the Alps, but it is overlooked and confused with L. deterrimus, from which it can be distinguished on account of its strongly zonate, lilac-vinaceous-green, pileus and of its distinctly smaller spores.

A.M.B.

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