COMUNICATO STAMPA
5° Convegno Internazionale di Micotossicologia
Milano (I) - 3/4 dicembre 2012


I troppo numerosi e tragici episodi di intossicazioni da funghi epigei spontanei, capitati nel 2012 in Italia, pongono con forza alle Direzioni Generali del Ministero della Salute, all'Istituto Superiore di Sanità (ISS), ai Centri Antiveleni delle Aziende Ospedaliere, all'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), alle Regioni, alle Agenzie Ambientali Regionali, ai Responsabili dei Dipartimenti e Servizi delle Aziende Sanitarie Locali e degli Ispettorati Micologici, alle Associazioni Micologiche l'esigenza di potenziare fortemente, strutturare e coordinare l'attività di sensibilizzazione e di informazione alla popolazione in chiave di prevenzione dalle intossicazioni da funghi.
È quanto emerge dalla “Tavola Rotonda” posta in programma alla fine delle quattro sessioni del 5° Convegno Internazionale di Micotossicologia (5° CIMT) sul tema:
“Funghi e salute: problematiche cliniche, igienico-sanitarie, ecosistemiche, normative e ispettive, legate alla globalizzazione commerciale” svoltosi il 3 - 4 dicembre 2012 a Milano presso lo Spazio Oberdan della Provincia di Milano.
L'importante manifestazione organizzata dal Centro Studi Micologici (CSM) dell'Associazione Micologica Bresadola (AMB) in collaborazione con la Provincia di Milano ed il Centro Antiveleni (CAV) dell'Azienda Ospedaliera Niguarda Cà Granda di Milano ha avuto il patrocinio del Ministero della Salute, del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) e dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).
In questo impegnativo congresso, che si è tenuto a cinque anni dal precedente (Trento - 2007), è stato fatto il punto sui più recenti sviluppi riguardanti diverse problematiche: Micotossicologia clinica; Moderni aspetti della Micotossicologia; Attività di prevenzione e controllo delle Istituzioni sanitarie italiane; Questioni poste dalla globalizzazione commerciale; Attività degli Organi ispettivi e di vigilanza.
L'ottimo risultato, documentato, sulla base dei questionari compilati dai convegnisti, dalla relazione di soddisfazione prodotta dalla società “Alfa Quality”, ha consentito a questo provider di erogare 16 crediti ECM per conto del Ministero della Salute agli Operatori Sanitari che hanno partecipato al 5° CIMT.

 

Micotossicologia clinica - Sono stati trattati argomenti importanti che vanno dall'epidemiologia, alle nuove prospettive sulle metodiche di diagnosi. È emerso che in Italia l'epidemiologia è un problema rilevante in quanto, non esistendo un registro nazionale delle intossicazioni fungine, il CAV di Milano ha presentato al 5° CIMT solo i suoi casi per cui la problematica è difficilmente quantificabile per l'intera nazione sia in termini di numeri reali di pazienti intossicati sia in termini di gravità dell'intossicazione stessa mettendo in risalto l'evoluzioni infauste con decessi e trapianti determinati dall'ingestione di funghi non controllati.
Le intossicazioni richiedono la collaborazione di diverse figure professionali come il medico di Pronto Soccorso, il Tossicologo, il Micologo ed il Laboratorista operatori indispensabili per fornire elementi utili ad inquadrare in maniera corretta la diagnosi e la relativa terapia. Inoltre nel Convegno si è fatto il punto della situazione italiana di queste quattro figure professionali analizzando eventuali correttivi da mettere in atto per migliorarne le azioni e le sinergie tra di esse.
Nell'ottica di una più certa e rapida diagnosi, sono state presentate relazioni riguardo l'aspetto genetico dell'amanitina sia in tema di biosintesi sia per l'applicazione della biologia molecolare per la ricerca dell'amanitina nei liquidi biologici, metodiche di screening eventualmente utilizzabili per il futuro con l'obiettivo di rendere più rapida possibile e certa la determinazione dell'amanitina all'evidente fine di eliminare la mortalità o le terapie più pesanti (trapianti d'organo). Importanti sono stati i contributi internazionali sia sull'aspetto delle ricerche genetiche sull'amanitina sia sulle esperienze cliniche di intossicazioni da diverse specie del Genere Amanita aprendo così nuovi orizzonti sui recenti aspetti tossicologici dimostratisi molto interessanti provando la relazione tra le diverse specie del Genere Amanita e le gravi insufficienze renali.
E' stata anche affrontata un'analisi storica delle esperienze terapeutiche nelle intossicazioni da amanitina che hanno avuto come bersaglio il fegato. Le “datate” terapie basate sulla decontaminazione con carbone e l'infusione di abbondanti quantità di liquidi restano valide a tutt'oggi in assenza di antidoti efficaci a contrastare la pericolosità della tossina.

 

Moderni aspetti della Micotossicologia – Nel 5° CIMT, a differenza dal passato, sono state presentate recenti esperienze scientifiche internazionali estendendo il concetto della Micotossicologia classica, riferita finora solo all'uomo, anche a branche scientifiche che recentemente hanno assunto ruoli di primo piano nello studio dei macromiceti quali la Micoterapia, la Tossicologia ambientale collegata alla Bioindicazione ed al Biorimedio.
Per quanto riguarda la Micoterapia si è posto l'accento sulla necessità assoluta che in Occidente i protagonisti e gli operatori di questa branca della Micologia operino con rigore scientifico, in considerazione del fatto che un fungo considerato “medicinale” usato male e senza adeguati controlli e supporti sperimentali e clinici può diventare “tossico”, come capita per qualsiasi altro medicinale. In riferimento alla Tossicologia ambientale (Bioindicazione e Biorimedio) ci pare che nel Convegno si sia dimostrato, al di là di ogni ragionevole dubbio, il ruolo chiave che i funghi superiori giocano negli ecosistemi terrestri aprendo così orizzonti nuovi alla Micotossicologia non immaginabili fino a pochi anni fa. L'uomo, e di conseguenza la sua salute, non è più considerato un essere vivente distaccato dagli habitat terrestri in cui vive, nutrendosi anche dei prodotti della natura, ma emerge come una componente essenziale degli ecosistemi di cui è parte integrante con coinvolgimenti diretti nelle alterazioni degli equilibri ambientali spesso provocate con le proprie attività.
Questo significativo passo avanti, con l'apertura di nuovi panorami per la Micologia, è uno dei principali risultati del 5° CIMT con rilevanti conseguenze sia sul piano culturale sia sul piano
scientifico. Il traguardo della nuova visione della “problematica Micologica” è una novità internazionale ed è stato raggiunto per la prima volta in Italia grazie al “Progetto Speciale Funghi”
dell'ISPRA che, praticamente negli ultimi dieci anni, con grande impegno e capacità sinergiche, ha unito l'esperienza sul campo e le competenze tassonomiche dell'AMB con quelle scientifiche degli Enti ed Istituti di Ricerca per poter giungere ad un unica “Struttura di Ricerca” che, tra l'altro, sia in grado di interagire a largo spettro sul territorio in materia di tossicologia micologica.
 

Attività di prevenzione e controllo delle Istituzioni Sanitarie italiane. Questioni poste dalla globalizzazione commerciale – Queste tematiche si riferiscono ad importanti questioni tecniche che riguardano direttamente la salvaguardia della salute del consumatore in riferimento alla sicurezza alimentare dei funghi (freschi, secchi, in conserva, funghi presenti nei “piatti pronti”) nell'ambito del commercio, della trasformazione e del consumo. Grazie al contributo di esperti, tra i massimi del settore, si è fatto il punto sulle conoscenze scientifiche su tutte le tipologie di contaminanti potenzialmente pericolosi per la salute: presenza di larve di ditteri micetofilidi, di artropodi fungicoli, molecole bioattive, rischio tossina botulinica (in questo caso particolare si è discusso in modo approfondito sulla necessità di fornire informazioni corrette alla pubblica opinione affinché le preparazioni domestiche di funghi in conserva siano prive di pericoli ed in particolare del batterio Clostridium botulinum), presenza di nicotina nei funghi. L'obiettivo delle ricerche e degli studi è quello di mettere a punto una regolamentazione coerente a livello europeo sui tenori massimi di presenza dei diversi contaminati in tutte le forme con le quali i funghi vengono proposti al consumatore.
Attività degli Organi ispettivi e di vigilanza – Aspetti nuovi ed interessanti, perché riguardanti un'ottica molto concreta ed operativa della Micotossicologia, sono stati proposti dagli Organi Istituzionali italiani con funzioni ispettive, di vigilanza e di polizia. Di particolare interesse: l'attività dell'Ufficio di Sanità Marittima ed Aerea (USMAF), organo periferico del Ministero della Salute, nei controlli ufficiali di frontiera sugli alimenti di origine non animale; l'esperienza pilota del Protocollo Operativo del Corpo Forestale dello Stato (CFS) per la Regione Campania inerente la vigilanza nella raccolta e commercializzazione dei funghi epigei ed ipogei; le problematiche scaturite dalle attività di controllo del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) dell'Arma dei Carabinieri nelle fasi di produzione, commercializzazione e vendita dei funghi. Anche in questo 5° CIMT è emerso con chiarezza l'importanza di un rapporto stretto con le Associazioni Micologiche di carattere nazionale come l'AMB che, per la presenza capillare sul territorio e per il pluridecennale accumulo di conoscenze ed esperienze riguardanti il “mondo dei funghi”, possono fornire utili consigli ed indicazioni ma più specificatamente contribuire alla formazione professionale degli addetti degli organi di controllo.

 

Tavola rotonda conclusiva sul tema “Metodiche da seguire per ricavare dati e reports maggiormente attendibili e completi, che permettano di ottenere valutazioni più attente sulle intossicazioni da funghi, attraverso procedure anche diverse tra loro”

Si prende atto dei grandi passi fatti in alcune Regioni con l'istituzione degli Ispettorati Micologici pubblici, l'attività di certificazione dei funghi destinati al commercio al dettaglio, l'attività di prevenzione soprattutto mirata al controllo micologico dei funghi per l'autoconsumo, la consulenza alle strutture sanitarie nei casi di sospette intossicazioni da funghi, la consulenza agli USMAF nelle importazioni di funghi, ed anche, in alcuni casi, l'istituzione di Centri di Controllo Micologico di secondo livello, per verifiche maggiormente approfondite. Si evidenzia che queste attività, in particolare il supporto micotossicologico nelle sospette intossicazioni da funghi, sono organizzate a macchia di leopardo, in quanto solo poche Regioni si sono dotate di una simile strutturazione in rete con l'Assessorato alla Sanità. In generale mancano procedure, protocolli, linee operative concordate, validate e diffuse fra gli operatori sanitari, che comprendano gli interventi del Pronto Soccorso, del CAV, del Micologo, del Sanitario ospedaliero. In molti Ispettorati non viene lasciata traccia dell'attività svolta e, soprattutto, non vengono trasmessi i rapporti (reports) delle varie attività micotossicologiche ai Servizi competenti regionali. Preso atto che i funghi sono ampiamente utilizzati come alimento, è opportuno garantirne al consumatore la dovuta sicurezza alimentare come prevede il Reg. CE n.178/2002. Le Aziende Sanitarie Locali e la Direzione Generale per l'Igiene e la Sicurezza degli Alimenti e Nutrizione (DGISAN) presso il Ministero alla Salute si devono attivare al fine di garantire il raggiungimento di questo obiettivo, mettere in rete i Centri di intossicazione da alimenti in generale, creare una banca dati solo per questa tipologia di intossicazioni, definire le modalità ed i campi per l'attivazione del Sistema di Allerta Rapido per Alimenti e Mangimi (Rapid Alert System for Food and Feed – RASFF). E' necessario inoltre rivedere e modificare immediatamente sia le normative quadro in materia di commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati, sia il DM 686/96 che fissa i criteri e le modalità per il rilascio dell'attestato di micologo, al fine di allinearle alle recenti normative europee e favorire una formazione maggiore, più completa e qualificante. Si è ritenuto necessario infine favorire una maggiore informazione sul tema della prevenzione da intossicazione da funghi attraverso la realizzazione di progetti che coinvolgano i Ministeri della Salute e dell'Ambiente, le Regioni, i Centri Antiveleni, gli Istituti Zooprofilattici, l'ISPRA, l'ISS, le Agenzie Regionali Ambientali, le ASL, le Università e le Associazioni micologiche maggiormente organizzate e rappresentate, presenti sul territorio nazionale, come ad esempio l'Associazione Micologica Bresadola.
Febbraio 2013

A.M.B.

ASSOCIAZIONE MICOLOGICA BRESADOLA
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